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EDITORIALE
5 e 8 per mille
05/03/2010

Arrivano i cud, arrivano le lettere di Caf e commercialisti. Ancora una volta è tempo di tasse. Un dovere per noi cittadini, dal momento che abbiamo demandato allo stato alcuni compiti, dalla sicurezza ai servizi (scuole, sanità, strade, ecc.). L’evasione fiscale è quindi un segnale di scarsa capacità di costruire uno stato, di egoismo, di ingiustizia verso i fratelli. In pratica una mancanza di solidarietà, che diventa ancor più ridicola quando poi ci lamentiamo delle carenze dei servizi o delle ruberie dei "furbetti" di ogni razza. E non può essere di giustificazione la non condivisione delle politiche fiscali dei vari governi. Per questo c’è un altro strumento, il voto, che permette la scelta fra vari possibili governi e relativi programmi.
Anche quest’anno mi permetto di segnalare due meccanismi, collegati ai moduli di pagamento, che hanno il pregio di permetterci di indirizzare a nostra scelta una piccola parte delle nostre tasse.
L’8 per mille è il più conosciuto perché è in funzione fin dalla revisione del Concordato tra stato e Chiesa nel 1985. In pratica si tratta di scegliere tra sette caselle che indicano lo Stato, la Chiesa Cattolica e altre cinque religioni. E’ evidente che il nostro suggerimento è di firmare nella casella della Chiesa Cattolica. Sono soldi che i Vescovi italiani distribuiscono alle varie diocesi per costruire chiese, oratori o per opere di carità, e di tutto ciò noi spesso proprio su questo giornale diamo conto ai lettori.
Anche il 5 per mille ha un meccanismo simile. Un’altra piccola fetta delle nostre tasse può essere da noi indirizzata verso una di queste cinque aree: volontariato e associazioni di promozione sociale; enti di ricerca scientifica; enti di ricerca sanitaria; associazioni sportive dilettantistiche; attività sociali del proprio comune. Si apporrà la firma  in quella casella prescelta, dove c’è anche lo spazio per indicare il codice fiscale dell’ente o dell’associazione a nostro parere più meritevole. E’ un meccanismo più complesso perché richiede una riflessione sui tanti enti o associazioni del nostro territorio per premiarne uno. Anche questa normativa è stata largamente condivisa a livello politico, ma bisogna pure segnalare la lentezza nei pagamenti e soprattutto il fatto che non è ancora stata fatta una legge che renda stabile questo meccanismo e non legato ogni anno alle incertezze della Finanziaria.

Evaristo Campomori

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